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Camera del lavoro territoriale di Vicenza

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Pubblicato in Prima pagina il 29 maggio 2006

CGIL CISL UIL DI VICENZA MOBILITATE PER DIRE "NO" ALLA RIFORMA COSTITUZIONALE

Riunione organizzativa questa mattina per i rappresentanti provinciali e quadri di Cgil Cisl e Uil di Vicenza in vista del referendum confermativo per la modifica della Costituzione proposta dalla maggioranza della scorsa legislatura parlamentare sotto il nome di "Devolution".
I sindacati sono per salvare la Costituzione italiana così com'è e dicono "no" alle modifiche che snaturano la nostra democrazia parlamentare. "Per dirlo con Oscar Luigi Scalfaro - afferma il segretario generale della Cgil berica Oscar Mancini - questa riforma della Costituzione trasforma la figura del presidente del Consiglio in una sorta di "monarca onnipotente". Nelle mani del Premier infatti si riassumono poteri di cui oggi dispone il Presidente della Repubblica, come ad esempio quello dello scioglimento delle Camere. "Ecco allora - prosegue Mancini - che il premier può mettere sotto ricatto il parlamento, e il Presidente della Repubblica diventa una semplice figura istituzional-ornamentale". In questo modo viene meno il principio voluto dai Padri della Repubblica che per evitare il rischio di una dittatura come quella del ventennio fascista, costruirono un sistema complesso in cui il potere di governo e di controllo viene distribuito, bilanciato e controbilanciato.
"E' indispensabile inoltre che vi sia universalità di diritti in tutto il territorio dello Stato - prosegue il segretario della Cgil - cosa che la Devolution non assicura! In materia di Salute, istruzione e sicurezza tutti i cittadini debbono avere garantiti uguali servizi!"
"Per i pubblici dipeendenti - prosegue Mancini - c'è un motivo in più per votare No! A fronte di questa frantumazione di diritti c'è il pericolo che si metta in formse anche il contratto nazionale".
Due argomenti fondamentali a difesa della nostra Costituzione secondo il sindacato sono il primo che la Repubblica italiana è fondata sul lavoro ("e non sull'impresa come qualcuno vorrebbe"), e secondo che questa costituzione, dice Mancini, è nata dal sacrificio di generazioni che hanno combattuto il fascismo.
I sindacalisti di Cgil Cisl e Uil hanno 25 giorni di tempo per diffondere le contraddizioni di questa riforma Costituzionale e invitare i lavoratori a votare "No". Sono previste decine e decine di assemblee di fabbrica e territoriali in cui il sindacato dirà la sua in piena autonomia dai partiti. I dirigenti delle diverse confederazioni sono da oggi pomeriggio già al lavoro.


Nel link che segue un intervento del costituzionalista Pietro Ciarlo che spiega in modo completo, esauriente e convincente perché votare NO al referendum:
http://eddyburg.it/article/articleview/6575/0/226/

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