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Pubblicato in Prima pagina il 7 giugno 2006

SALVIAMO LA COSTITUZIONE - LA VALLE: "SI RISCHIA UN NUOVO FASCISMO!"

La Cgil è impegnata sul fronte del referendum confermativo per dire "No" alle modifiche costituzionali che passano sotto il nome di devolution. Tra le personalità invitate dal sindacato in provincia vi è anche Raniero la Valle, giornalista e saggista e dal 1976 al 1992 parlamentare della sinistra indipendente. Aveva diretto Il Popolo e L'Avvenire d'Italia, quotidiano divenuto celebre, negli anni sessanta, per le sue cronache del Concilio ecumenico voluto da Papa Giovanni XXIII.
Ieri martedì 6 giugno La Valle ha animato un incontro a Schio al circolo operaio di Magrè al quale hanno partecipato un centinaio di persone tra sindacalisti e iscritti, mentre stamane è nelle scuole vicentine e questa sera sarà a Bassano del Grappa per un altro incontro pubblico.
"Oggi dobbiamo scegliere tra il nuovo ordinamento - ha affermato a margine del convegno di Schio Raniero La Valle - voluto dal centrodestra e la Costituzione del 1948. L'essenziale è questo, e non mettersi d'accordo tra destra e sinistra su cosa fare dopo, o pensare ad un'altra Costituente. La Costituzione è quella e comunque nel tempo è stata interpretata e aggiornata!"
"Noi siamo per far valere la Costituzione nata allora, l'ordinamento repubblicano parlamentare - ha proseguito La Valle - anche perché risulta evidente che i poteri, ora distribuiti in modo equilibrato, che vengono assegnati sul Premier o Primo ministro, sono simili a quelli che esistevano all'epoca del Ventennio: c'é poco da girarci attorno, qui si rischia un nuovo Fascimo!"

"Nessuno dice che bisogna mantenere la Costituzione così come è - prosegue La Valle - Bisogna dire innanzitutto che la Costituzione è cambiata dal momento in cui è stata promulgata". La Valle si riferisce a modifiche puntuali come l'unificazione della legislatura di Senato e Camera che all'inizio erano sfalsate, e poi alla modifica dei cinque articoli del titolo V.
"Ma soprattutto la Costituzione è cambiata - prosegue - in virtù di una interpretazione costituzionale che ha arricchito il nostro testo fondamentale rispetto ai suoi stessi contenuti iniziali. E' l'interpretazione evolutiva realizzata dalla Corte Costituzionale!"
"Questo organismo ha fatto uno straordinario lavoro di esplicitazione dei contenuti profondi e delle potenzialità della Costituzione - spiega La Valle - facendo uscire contenuti di libertà e diritti anche più avanzati di quanto erano scritti nella stesura definitiva".
"Ricordiamo tutti quando la Corte ha difeso la costituzionalità della legge sull'obiezione di coscienza al servizio militare - rammenta - Allora ha sostenuto il primato della coscienza perfino su norme di rango costituzionale come quella del servizio militare obbligatorio. E questo sostenendo che la coscienza, essendo la base dei diritti fondamentali che sono sanciti nella prima parte della Costituzione, si può ritenere come fondamento della Costituzione stessa".
"La Costituzione non è un codice fisso, un testo immutabile - afferma La Valle - è un testo che cresce con la vita della società che anima. Appunto per questo non c'è bisogno di cambiarne pezzi interi per renderla adatta alle nuove circonstanze. E' un testo lungimirante, a suo tempo si disse che era una Costituzione presbite capace di guardare avanti. E' un testo che ha enormi potenzialità
tanto è vero che ha permesso un profondissimo mutamento del sistema politico che è passato da prorzionalismo al bipolarismo, dal parlamentarismo all'alternanza senza che vi sia stato bisogno di cambiare la Costituzione".

"Quello che sta succedendo, - prosegue ritornando all'attualità Raniero la Valle - al di là delle apparenze, è che viene di fatto sovvertito l'intero testo. Si dice che vengano cambiati solo 50 articoli, ma sono di fatto tutta la seconda parte e dissociare la prima parte dalla seconda (quella dei diritti e dei valori e dei principi da quella in cui si stabilisce in che modo questi vengano realizzati nella società) è deleterio. L'operazione è arbitraria e mistificante perché non si può cambiare la seconda parte senza investirne totalmente la prima".

"Nulla toglie che un domani si possano apportare delle modifiche testuali e limitate ad alcune norme o a qualche istituto prvisto neella Carta - prosegue - Quello che non si può fare è di prendere l'intero ordinamento buttarlo a mare per farne un altro. Ciò significherebbe essere fuori dalla Costituzione del '48 e tradirla! Ed è quello che oggi è accaduto".
"Noi oggi siamo sostanzialmente - spiega La Valle - in un periodo di vacanza costituzionale, perché la nuova Costituzione è stata già approvata dal Parlamento, è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale e l'unica riserva rimasta è il Referendum popolare. Se questa riserva dovesse essere superata tragicamente con la vittoria del Sì - conclude l'ex parlamentare della sinistra indipendente - noi sappiamo già che cos'è e cosa dice, ... e dice che il sistema italiano non sarà più un regime democratico parlamentare!"

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Breve biografia

Raniero La Valle è stato parlamentare della Repubblica nella Sinistra Indipendente dal 1976 al 1992. Aveva diretto Il Popolo e L'Avvenire d'Italia, quotidiano divenuto celebre, negli anni sessanta, per le sue cronache del Concilio ecumenico voluto da Papa Giovanni XXIII.
Giornalista televisivo, ha raccontato storie dal Vietnam, dalla Cambogia, dalla Palestina, dall'America Latina e dalla marcia dei pacifisti a Sarajevo.
In parlamento è stato tra gli artefici della riforma della legge sull'obiezione di coscienza. Ha diretto per quindici anni la rivista "Bozze".
E' stato giudice del Tribunale permanente dei Popoli e attualmente è direttore di "VASTI, che cos'è umano?", scuola di ricerca e critica delle antropologie.
Tra i suoi libri, Coraggio del Concilio (Morcelliana 1964); Dalla parte di Abele (Mondatori 1971); Fuori dal campo (Mondadori 1978) e, con Linda Bimbi, Marianella e i suoi fratelli, una storia latino-americana (Feltrinelli 1983).


Nel link che segue un intervento del costituzionalista Pietro Ciarlo che spiega in modo completo, esauriente e convincente perché votare NO al referendum:
http://eddyburg.it/article/articleview/6575/0/226/

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