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Camera del lavoro territoriale di Vicenza

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Pubblicato in Prima pagina il 3 luglio 2006

DIRITTI INFANZIA-FAMIGLIA/1: RELAZIONE INTRODUTTIVA DI FABIOLA CARLETTO

Di seguito la relazione introduttiva della segretaria provinciale Fabiola Carletto (seconda da destra nella foto, il terzo è il segretario Oscar Mancini) esposta stamani al convegno "Diritti dell'infanzia, diritti della famiglia", che ha visto la partecipazione di tre parlamentari (Trupia, Bimbi, Serafini) e della segretaria nazionale Piccinini. In allegato il file con l'impaginazione originale (per la stampa) della relazione.

"Care compagne e compagni,
La CGIL vicentina, nel suo ultimo congresso provinciale, si è impegnata, e su questo sta lavorando, per la costruzione di proposte concrete al fine di aprire la contrattazione sociale nel territorio provinciale.
Con la costituzione dei Consigli di Zona intercategoriali intendiamo dare voce ai lavoratori, ai nostri delegati, ai pensionati per ripensare il territorio, collegare il lavoro, i processi produttivi, le condizioni di lavoro e di salario all'interno delle imprese.
Non solo: oggi dobbiamo fare i conti con una struttura produttiva frammentata, con un lavoro precarizzato e con tutte le conseguenze che ciò produce in termini di minor rappresentatività del Sindacato.
Noi vogliamo riunificare ciò che l'impresa divide e frammenta.
E' un compito difficile, ma assolutamente necessario. E' un salto culturale, politico ed organizzativo quello che noi proponiamo: la saldatura tra la contrattazione di secondo livello e la contrattazione sociale.
E' decisivo accompagnare la contrattazione delle condizioni di lavoro con una contrattazione sociale in grado di ottenere risultati su materie come gli asili nido, le scuole dell'infanzia, i servizi di assistenza e di sanità, la casa, i trasporti, i beni prodotti dai servizi pubblici (acqua, ambiente ed energia), l'integrazione dei migranti, la vivibilità urbana.
Questi temi vanno assunti a livello Confederale: Questa è una proposta, che la CAMERA DEL LAVORO di Vicenza ha dibattuto anche nel recente seminario di studio sul Piano Territoriale di coordinamento provinciale del 24 maggio scorso.
Su questo nostro impegno di lavoro si inserisce anche a Vicenza la "VERTENZA INFANZIA" che la nostra Organizzazione Confederale, con il Sindacato Scuola (FLC) e la Funzione Pubblica, ha promosso a livello nazionale.
Le ragioni, e le idee forza che ci muovono, scaturiscono dalle scelte congressuali e di un rinnovato welfare, e possiamo così riassumerle:

? La strategia dei diritti, i bambini considerati titolari di diritti di cittadinanza, alla cura, all'educazione, alla vita di relazione, al gioco;
? La via alta allo sviluppo, la necessità di innalzare livelli culturali della popolazione e puntare sull'intelligenza di tutti, la consapevolezza del ruolo determinante dei servizi educativi e della scuola dell'infanzia per realizzare il decondizionamento precoce e il successo scolastico di tutti;
? La necessità di sostenere la genitorialità, come diritto ad avere figli e ad avere le condizioni per essere genitori responsabili, quale effettiva risposta al crollo della natalità (l'Italia è il Paese a più bassa natalità e con minor incidenza della fascia di età 0-14 anni nella popolazione) e ai bassi tassi di occupazione femminile (in Italia lavorano 4 donne su 10).

LE POLITICHE DEL CENTRO-DESTRA

La passata legislatura di centro destra ha lasciato il Paese prostrato: come CGIL abbiamo dimostrato la nostra responsabilità nel denunciare per tempo il "declino" del nostro Paese, lo smantellamento dello stato sociale, la totale precarizzazione del lavoro, lo svuotamento e snaturamento della pubblica istruzione, l'abbandono di una politica economica e fiscale che rispondesse alle necessità sia delle imprese, sia complessivamente della società civile.

L'ideologia della destra che ha ispirato tutta la legislatura, ha portato oggi il Paese alla realtà: conti pubblici alla sfascio, attaccato senza frontiere ai diritti del lavoro e nel lavoro, una cultura "individualista", una "democrazia autoritaria" e di compromissione del diritti di uguaglianza e di cittadinanza: dall'attacco e al disconoscimento dello strumento della partecipazione, alla negazione del ruolo rappresentativo del Sindacato. Ne sono stati esempio la lunga lotta contro l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, la Legge sulla procreazione medicalmente assistita, la Legge 30 sul lavoro, la Legge Moratti sulla scuola, le varie Leggi "tremontiana" a partire dalla rottura del patto di solidarietà tra cittadini e Stato sul fisco.

Ma vogliamo ricordare l'impostazione "peronista" del ruolo delle Istituzioni e dello Stato sfociata nello stravolgimento della Costituzione Repubblicana, che comunque la grande vittoria dei NO al referendum costituzionale ha cancellato.

Ricordiamo tutte le Leggi finanziarie che hanno messo in discussione il WELFARE, dalla SANITA', alla non attuazione della Legge 328 del 2000, alla cancellazione del Fondo per le politiche sociali, alla non approvazione del FONDO NAZIONALE per la non autosufficienza, al taglio continuo, anno per anno, dei trasferimenti agli Enti Locali, titolari delle prestazioni sociali.

IL GOVERNO REGIONALE
La Regione Veneto, governata da dieci anni dalla destra ha seguito depissequamente questa politica: per la sanità ha perseguito tagli, tasse e tickets deteriorando la qualità delle prestazioni, mortificando il ruolo del personale e dei professionisti, producendo interminabili liste d'attesa. Nessuna programmazione, tanto che sono trascorsi 10 anni dalll'uitimo Piano Socio Sanitario Regionale.
Gli interventi "programmatori!", sono stati elargizioni economiche, vedi i bonus per le scuole private, il privilegiare trasferimenti monetari anziché programmare servizi territoriali ai cittadini, incentivando una politica che scarica sulla famiglia, e sulle donne, il peso della mancata programmazione, del soddisfacimento dei bisogni dei cittadini, dai minori, dal lavoro, dall'invecchiamento della popolazione e della non autosufficienza ... e potremo continuare.

LO STATO DELL'ARTE

Una ricerca dell' IRES CGIL nazionale, curata da Anna Teselli, pur con le difficoltà per il reperimento dei dati, ci dimostra che la Legge 1044 del 1971 (Piano quinquennale per l'istituzione di asili-nido comunale con il concorso dello Stato), non sia ancora stata applicata!
Infatti, veniva affidata ai Comuni la gestione dei nidi e stabiliva lo sviluppo di questa tipologia di intervento a livello territoriale, decidendo l'apertura di

3.800 asili nido. Ad oggi sono operativi 3.008 servizi, di cui 2.400 pubblici e circa 600 privati, con un forte squilibrio tra il Nord e il Sud d'Italia. Il tasso di iscrizione è in media il 6% dei bambini tra O e 2 anni!

In Provincia di Vicenza,( anno 2005 , osservatorio regionale infanzia e adolescenza) i servizi per l'infanzia sono:

Asili nido 37, Asilo Nido Minimo 6, Nido integrato 33, nido famiglia 6, centro infanzia 1,
per un totale di ben 89 ! Complessivamente, tra pubblici e privati i bambini
frequentanti sono stati, nel 2001, 1.428 pari al 4,5% della popolazione 0-3 anni.

le scuole statali per l'infanzia sono composte con 345 sezioni, con 7.714 iscritti .(Non è stato possibile recuperare altri dati)
le scuole materne private, che hanno ricevuto contributi pubblici sono 202 (delibera giunta regionale n.449 del 28/2/06),e per l'anno 2001 i bambini che
hanno frequentato sono stati 16.006, pari al 18,9% della popolazione 3-5 anni.
Altre annotazioni sono necessarie: gli orari dei servizi non sono certo a favore dei bambini e delle famiglie, le liste di attesa sono elevate (in Veneto il 25% dei bambini sono in lista d'attesa ), le rette sono mediamente molto elevate. Inoltre nell'indagine dell' IRES CGIL emerge che il numero delle scuole dell'infanzia rimane sempre lo stesso, mentre aumentano mentre il numero dei bambini iscritti aumenta.
Dobbiamo dire che i Governi di destra, sia nazionale che regionale, hanno perseguito una politica per i minori e per le famiglie, che giustamente è stata definita di familsmo amorale "quello che blandisce le famiglie, carica su di loro molte responsabilità ma al contempo riduce le risorse provocando riduzione dei servizi complessivi, rischio di decadimento qualitativo di quelli esistenti, maggiore solitudine della famiglia medesima", come bene ha detto la compagna Morena Piccini nel convegno nazionale.

LE PROPOSTE DELLA CGIL

Con questa iniziativa, la Camera del Lavoro di Vicenza, intende quindi sviluppare confronto, iniziativa e proposte concrete.
Oggi il nostro Paese ha un Governo nazionale di centro-sinistra. La CGIL, proprio perché è una organizzazione autonoma, che rappresenta non solo interessi di parte, ma interessi generali, è in grado legittimamente di essere portatrice di un progetto politico, sia a livello nazionale, che locale.
Nei confronti del Governo nazionale, nei primi incontri con l'Esecutivo, abbiamo esplicitato la nostra posizione: siano contro i due tempi - prima il risanamento, poi lo sviluppo - , e abbiano già rappresentato le responsabilità che questo Governo deve assumersi: potenziamento del welfare, risposte concrete ai bisogni dei lavoratori e dei cittadini, risorse adeguate per lo sviluppo.
Abbiamo sentito le affermazioni di vari Ministri, della sanità, della famiglia, che intendono su questi temi dare risposte concrete: dall'approvazione della Legge per il Fondo nazionale per la non autosufficienza, allo sviluppo dei servizi nel territorio, di politiche per il contrasto delle povertà che richiedono azioni mirate come il reddito minimo di inserimento. La CGIL, nel recente congresso ha elaborato la propria strategia e sarà quanto mai vigile nei confronti della politica.
Quindi pubbliche responsabilità, e governo del pubblico. Un sistema di welfare inclusivo, che parta dalla rilevazione e soddisfazione dei bisogni, che veda negli Enti Locali, nel territorio un "sistema" integrato.
Per questo come CGIL, pensiamo che debbano essere rilanciati con forza i patti territoriali per l'infanzia, per integrare e raccordare i bisogni degli utenti, gli interventi educativi, i servizi e le risorse, la formazione e il trattamento contrattuale degli operatori: Si devono realizzare servizi educativi universali, globali e di qualità. Dobbiamo passare quindi da "servizi a domanda individuale a servizi sociali", e riconoscere i servizi all'infanzia, gli asili nido come servizio educativo a tutti gli effetti, insieme alla generalizzazione delle scuole dell'infanzia.
Le Nazioni Unite hanno lanciato per il 2015 l'obiettivo dell'istruzione primaria universale.
A Lisbona, l'Europa ha proposto entro il 2010 l'obiettivo del 33% di offerta formativa nella fascia di età 0-3 anni: il 2010 è già alle porte e con questo trend in Italia non basterebbero 15-20 anni per raggiungere quell'obiettivo.
La "vertenza infanzia" è quindi un investimento per il futuro del Paese e del nostro territorio: è parte integrante di un sistema di welfare inclusivo e non residuale, che non sia risarcitorio attraverso la monetizzazione . Noi siamo per l'innovazione del sistema territoriale di welfare, e che il rinnovamento e potenziamento dei servizi all'infanzia rappresenta non solo una risposta per i minori e le famiglie, ma rappresenta anche la modernizzazione dell'insieme dei servizi alla persona.
Innovazione e modernizzazione, che a partire dalla Legge 328 del 2000, varata dal centro sinistra e mai applicata dal governo di centro destra e dalla Regione Veneto, aveva dato al nostro Paese, agli Enti Locali, ai cittadini un quadro certo di programmazione e di interventi concreti. Dobbiamo riprenderla, attualizzarla, anche per dare più forza e contenuto ai Piani di Zona Locali.
Un sistema di welfare orizzontale, in grado di rispondere alle esigenze di sostegno sociale della cittadinanza attraverso l'erogazione di servizi ed interventi alle persone di alta qualità, efficace ed efficiente è un volano per lo sviluppo, per buona occupazione, per la ricchezza del territorio.
Questo è il nostro progetto che intendiamo approfondire e mettere a disposizione. Su questo intendiamo sviluppare la contrattazione sociale, ricercando alleanze con la società civile,e investendo gli Enti Locali per una politica di sviluppo.
Ringraziamo gli ospiti ed i relatori alla nostra iniziativa, che sapranno approfondire questi temi. Ringraziamo tutti i partecipanti, perché riteniamo che la partecipazione sia un valore fondamentale per la crescita consapevole su temi molte volte sottovalutati".

Fabiola Carletto

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