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Camera del lavoro territoriale di Vicenza

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Pubblicato in Prima pagina il 17 luglio 2006

MANCINI: "GIULIO ANTONACCI E' DI CATTIVO UMORE"

a proposito dell'editoriale di domenica scorsa

Giulio Antonacci è di cattivo umore. Forse pessimo.
Lo si vede dal tono di quello che scrive e soprattutto di quello che non scrive. E poi lo si capisce da come se la piglia con la CGIL .
Sul perchè la Cgil sia nel mirino del direttore del Giornale di Vicenza si può fornire un florilegio di congetture (molte di fantasia).
"A pensare male"-come dice Andreotti-"si fa peccato ma ci si azzecca quasi sempre". Ma stiamo ai fatti. Il nostro direttore giovedì otto giugno ci gratifica con un "buongiorno" in prima pagina per ironizzare sul fatto che scambiare una iniziativa della Cgil con quelle dei DS non costituisse un problema. Scrive: "al referendum costituzionale non sono tutti per il no"? "Dov'è il problema"? L'idea che la CGIL sia una organizzazione autonoma non lo sfiora nemmeno.
Arrivano i mondiali. Ubi calcio politica cessat.. Ma non per il nostro direttore. Dio gli renda merito.Esplode il caso Ederle due. C'è la manifestazione dei comitati contro il nuovo insediamento militare al Dal Molin.
Se ne occupano il TG3 e le altre emittenti locali. Grande spazio sugli altri quotidiani. Il titolo di apertura del Giornale di Vicenza: "Caso Dal Molin, Sarraco vuole tre campi da rugby".
Il breve resoconto della manifestazione contiene anche una mia succinta, ancorché imprecisa, dichiarazione che recita: "Non è una protesta politica. Ci opponiamo all'ennesima cementificazione, un insediamento di 700.000 metri cubi con muri alti fino a 21 metri in una delle zone più verdi della città". Apriti cielo! Ianudito!
Come si può vedere si tratta di un dichiarazione che trasuda di becero antiamericanismo! Il caso non passa inosservato e, puntualmente, il nostro direttore ci manda un avvertimento nel suo editoriale di domenica 9 luglio.
Scrive: " i doppi giochi, i doppi fini, la contrapposizione pregiudiziale tra destra e sinistra (con quella radicale che insieme a qualche forza sindacale vuol fare spostare l'asse dello scontro sul terreno ideologico dell'antiamericanismo), fanno solo il male di questa città"...
Incurante dell'avvertimento la CGIL prosegue sulla sua strada.
Appoggia i comitati dei cittadini che nel frattempo raccolgono 7000 firme. Dedica alla vicenda un numero di "Vicenza Lavoro" che i comitati diffondono nella città. Il suo segretario partecipa ad una tavola rotonda organizzata dal Partito dei Comunisti Italiani. Di quel che viene detto in quella sede pubblica non c'è traccia sul Giornale di Vicenza Non sto parlando di quel che dice la CGIL, ma almeno quel che hanno detto i rappresentanti dei comitati di cittadini. Non male per un "giornale d'informazione" che, secondo il motto del giornalismo anglosassone, dovrebbe saper "distinguere i fatti dalle opinioni". Invece ecco l'opinione-invettiva che puntualmente arriva il 16 luglio nel consueto editoriale domenicale del direttore: "...La sinistra, che sta facendo la guerra all'ipotesi "Dal Molin americano", ha espresso anche una deputata, Lalla Trupia, che pare comportarsi come se al governo ci fosse ancora il Cavaliere. Perché la deputata non va da Prodi per farsi dare certezze invece di condurre campagne ideologiche, come fossimo ancora negli anni Sessanta, insieme al segretario della Camera del lavoro Oscar Mancini, che sembra alla guida di una centrale di partito piuttosto che di un sindacato (atteggiamento, questo, che sta collocando la Cgil vicentina su posizioni di rottura con Cisl e Uil...)?"
Se il nostro direttore avesse usato gli stessi parametri di giovedì otto giugno avrebbe dovuto concludere: "dov'è il problema? non sono tutti per il no"?

E invece problema c'è!
Primo perché sfido il nostro direttore a trovare una sola dichiarazione che prefigura "campagne di carattere ideologico" da parte della Cgil.
Secondo perché la CGIL conduce questa battaglia insieme con tutte le forze disponibili, a partire dai comitati cittadini" e non insieme una singola deputata, ancorché autorevole.
Terzo perché occuparsi della vivibilità della città rientra nei compiti di un sindacato confederale e non è una prerogativa dei soli partiti. Basta leggersi i nostri documenti congressuali.
Quarto perché sfido il nostro direttore a trovare una sola parola che possa far pensare a "posizioni di rottura con Cisl e Uil".
Criticare la linea della CGIL, o di chiunque altro, rientra nella libertà di espressione di un giornale. Fare la caricatura delle posizioni altrui per farne un comodo bersaglio non è fare del buon giornalismo.

Oscar Mancini
Segretario generale CGIL Vicenza

Vicenza, 17 luglio 2006

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