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Camera del lavoro territoriale di Vicenza

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Pubblicato in Filctem il 21 luglio 2006

TESSILE/CONFEZIONI: CHIUDE LA NOGARA DI CREAZZO (vedi FILCEM)

Dopo circa tre anni di "agonia" si è purtroppo arrivati alla conclusione della vicenda della ditta Nogara di Creazzo. Purtroppo, perché, nonostante tutti gli sforzi, non si è riusciti a salvare l'azienda e quindi il lavoro di 160 persone.
La crisi del settore tessile ha investito pesantemente la nostra provincia e in alcuni casi, come questo, sono venuti al pettine vecchi nodi finanziari e di gestioni sbagliate.
La Nogara è una ditta storica del nostro territorio.
Contava negli anni 70 circa 900 dipendenti e l'essere arrivati nel 2006 agli attuali 160 dà l'idea di una crisi che parte da molto lontano.
Nel corso degli ultimi anni l'azienda è passata attraverso dolorose ristrutturazioni e dal 2004 c'è stato un pesante ricorso alla Cassa Integrazione sia Ordinaria che Straordinaria.
Dal gennaio di quest'anno l'azienda non è stata più in grado di pagare le retribuzioni e lo sforzo del sindacato si è logicamente concentrato nel cercare di garantire fino in fondo le spettanze e i diritti di tutti i lavoratori.
Ad aprile l'azienda è stata messa in liquidazione ed è iniziato il confronto per arrivare al recupero delle retribuzioni attraverso la vendita diretta del prodotto nello spaccio aziendale. Questo ha permesso tra giugno e luglio di recuperare tutte le retribuzioni arretrate.
Non basta recuperare gli stipendi bisogna garantire il lavoro.
Purtroppo, nonostante gli sforzi non si è riusciti a trovare chi volesse rilevare l'azienda garantendo l'occupazione.
A questo punto ci si è concentrati per ricercare le soluzioni che permettessero, attraverso gli ammortizzatori sociali, di garantire il più possibile la ricollocazione dei lavoratori e delle lavoratrici (che sono per altro la maggioranza in azienda).
Mercoledì 19 luglio è stato raggiunto l'accordo in Provincia per l'utilizzo della Cassa Integrazione Straordinaria per i 139 dipendenti rimasti per 1 anno.
Al termine del percorso sarà utilizzata la legge 223/91. Questo permetterà non solo di dare più tempo ai lavoratori per ritrovare una collocazione ma anche a molti di loro di raggiungere il diritto alla pensione.
L'azienda continuerà fino ad ottobre l'attività con circa 35 dipendenti per completare la produzione.
Non è stata una vertenza semplice, quando a rischio ci sono dei posti di lavoro le vertenze semplici non lo sono mai.
È stato un percorso accidentato, dove si sono inserite anche rivendicazioni politiche legate all'utilizzo speculativo dell'area, ma che i lavoratori hanno condiviso nelle assemblee e a cui hanno dato voto favorevole a larghissima maggioranza (1 solo astenuto e 1 solo contrario) nell'assemblea di venerdì 14 luglio.
Non è una vittoria per il sindacato, non può esserlo quando un'azienda chiude ma il lavoro fatto dalla Filtea e da chi per la Segreteria ha seguito la vertenza ha permesso di tutelare al massimo i lavoratori in un percorso così difficile.

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