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Camera del lavoro territoriale di Vicenza

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Pubblicato in Fillea il 24 luglio 2006

MARMO: MORTO SUL LAVORO (vedi FILLEA)

Un'altra morte, l'ennesima, sul lavoro. Un ragazzo, Ivan Stojkovic, 19 anni, serbo, travolto da una lastra di marmo alla Fioraso Marmi di Cornedo.
Uno stillicidio di vite umane vittime del lavoro. Una catena di infortuni che ha portato lo stesso Presidente della Repubblica Napolitano a prendere posizioni ferme nelle scorse settimane.
Non è ancora chiara la dinamica di questo nuovo infortunio mortale; nei prossimi giorni capiremo meglio com'è potuto accadere. Ci auguriamo che anche stavolta, come spesso accade, non possa essere stata determinante la fretta, che non abbia pesato una certa leggerezza nell'assegnare lavori pericolosi ad un ragazzo con scarsa esperienza. Ma staremo a vedere, appunto, le risultanze delle verifiche degli organi ispettivi.
Ciò che vogliamo dire con forza è che continuiamo a pensare che non sia giusto né inevitabile morire di lavoro nel 2006.
La morte di Ivan viene dopo settimane che hanno visto numerosi casi, gravi e per certi aspetti clamorosi, di infortuni mortali, in fabbriche e cantieri. In edilizia e settori collegati, in particolare, le vittime sono sempre di più giovani e immigrati.
E' di neppure un mese fa l'ultimo infortunio mortale avvenuto in provincia, a Schio, vittima Enrico Leoni.
I dati Inail, che parlano di una diminuzione, lieve ma costante negli anni, degli infortuni, non ci consolano perché ancora troppi sono i lavoratori e le lavoratrici vittime di infortuni, in Italia e nella nostra provincia. I primi mesi del 2006 vedono una tendenza all'aumento del 3% sull'anno precedente, nella nostra provincia. Complessivamente, a Vicenza e provincia, accadono ancora 20 infortuni mortali all'anno, oltre 20.000 infortuni di varia natura nei diversi settori produttivi, su una popolazione lavorativa di circa 320.000 addetti. E questo ci preoccupa e ci spinge a chiedere uno sforzo da parte delle imprese, degli Enti preposti, a partire dagli Spisal, che dovranno recuperare un ruolo ispettivo, e dell'Ispettorato del lavoro. Le imprese, in particolare, devono capire che la sicurezza non è un costo, ma un investimento.
Perché la vita umana non ha prezzo e perché gli infortuni gravi scaricano costi elevatissimi sull'intera collettività, oltre a rendere difficilissima la vita di chi li subisce.Quello della sicurezza nei luoghi di lavoro dovrà essere uno dei settori nei quali il nuovo Governo dovrà invertire la tendenza rispetto ai cinque anni appena trascorsi, che hanno visto il sistematico indebolimento, a volte lo stravolgimento, delle leggi che tutelano la sicurezza e la salute dei lavoratori.
I provvedimenti di questi giorni rappresentano un primo, limitato segnale nella giusta direzione.
Continueremo nel nostro impegno per la formazione e l'informazione dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza e dei lavoratori tutti, e per un rilancio della contrattazione su questi temi.
In questo momento, però, il nostro pensiero va ad Ivan ed ai suoi familiari, ai quali rivolgiamo le nostre sentite condoglianze.

Antonio Toniolo
segretario provinciale Fillea CGIL

Danilo Andriollo
Segreteria CGIL Vicenza

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