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Pubblicato in Prima pagina il 7 agosto 2006

CASO DAL MOLIN: IL COORDINAMENTO PUNTUALIZZA E FA RICHIESTE A COMUNE, PROVINCIA E REGIONE

Di seguito il documento siglato dal Coordinamento dei Comitati dei Cittadini che si oppongono alla costruzione della nuova base USA al Dal Molin e distribuito ai giornalisti nella conferenza stampa del 4 agosto scorso:
"PREMESSA - Si ribadisce che l'area destinata alla costruzione della nuova caserma americana è la meno indicata primo per la vicinanza con il centro storico e le zone residenziali, secondo perché comporterebbe l'utilizzo dell'aeroporto Dal Molin da parte dei militari USA, terzo per le conseguenze ambientali, urbanistiche e di sicurezza più volte richiamate.
In questo contesto è da considerare positivamente l'affermazione del Presidente del consiglio in merito alla "Riconsiderazione del progetto Dal Molin".
E' un chiaro segnale che si prende coscienza delle preoccupazioni emerse in sede locale. Dunque il confronto con le Amministrazioni locali (Regione, Provincia, Comune) deve essere riaperto prima di un pronunciamento definitivo.

POSIZIONE DEI COMITATI - Le dichiarazioni emerse da più parti, anche sindacali, sembrano spostare l'attenzione da quello che i Comitati ritengono essere il problema principale che è l'insediamento di una base militare in un'area residenziale in piena città con le conseguenze già ampiamente illustrate.
I Comitati non hanno mai messo in discussione la "Caserma Ederle" e tanto meno i relativi posti di lavoro dei civili italiani. Anzi ritengono che la presenza della caserma Ederle nonché della Gendarmeria europea sconsiglino un'ulteriore militarizzazione della città.
Nella deprecata eventualità che il governo americano di fronte al diniego alla costruzione di una ulteriore base in Vicenza, chiuda la caserma Ederle, ricordiamo l'esistenza della legge 98 del 1971 che tutela i dipendenti in caso di riduzione del personale civile di una base militare o smantellamento della stessa, garantendo loro la ricollocazione nella pubblica amministrazione.
Riteniamo che la mancata informazione e trasparenza sulla vicenda da parte dell'Amministrazione comunale abbia contribuito a creare un clima di contrapposizione ideologica anziché di attenta valutazione sulle conseguenze attuali, future e di svilkuppo della Città e della Provincia .
In consiglio comunale si è illustrato il progetto americano per il Dal Molin, ma non è stata spesa una parola sulle ricadute ambientali, urbanistiche, viabilistiche, sociali che tale progetto comporterà.

RICHIESTE DEI COMITATI - Consapevoli che la decisione spetta al Governo nazionale al quale chiederemo di farsi portavoce delle richieste dei cittadini, chiediamo alle Amministrazioni locali di esprimere la loro contrarietà al progetto.
Riteniamo che le decisioni già espresse dalle Amministrazioni locali siano viziate nella forma e nella sostanza.
Alla Regione Veneto chiediamo di riconvocare il CO.MI.PA. (Commissione Ministeriale Paritetica) alla presenza del Governatore della Regione , della Presidente della Provincia e del Sindaco di Vicenza. Chiediamo che la riconvocazione avvenga in sede istituzionale, sul territorio nazionale e non presso la Caserma Ederle come avvenuto il 15 giugno scorso.
Alla Provincia chiediamo di "bloccare" il progetto per rispettare quanto sostenuto nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale che prevede il blocco dell'edilizia diffusa per la città e la provincia di Vicenza. L'insediamento militare previsto al Dal Molin, non può essere considerato un "corpo estraneo" al territorio cittadino.
Al Comune chiediamo di valutare la posizione del Sindaco che dà il "via libera" al progetto senza tener conto del parere contrario dell'ufficio tecnico del comune. Parere favorevole espresso più volte sul verbale del CO.MI.PA. redatto presso la caserma Ederle e alla Regione Veneto.
Ricordiamo inoltre che il Sindaco, nel suo agire, non ha avuto dal Consiglio Comunale alcun mandato. Non ha richiesto inoltre un pronunciamento da parte della Commissione Territorio. La stessa Commissione ha chiesto l'acquisizione di documenti ed informazioni, che paiono di difficile accesso, in data 18 luglio 2006".

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