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Pubblicato in Prima pagina, Bassano del Grappa, Fillea il 2 ottobre 2017

A Bassano si è parlato di Silvio e Bruno Trentin nell’ambito dei Venerdì di storia

 

Venerdì 29 settembre 2017 si è svolta a Bassano del Grappa, in biblioteca civica, una conferenza nell'ambito della rassegna "Venerdì  Storia-Incontri sul filo della Memoria".

E’ stato presentata l’eredità intellettuale di Silvio Trentin che dettò al figlio Bruno (che fu segretario generale della Cgil): “Liberare e Federare” il titolo del testo, relatori Fabiola Carletto e Fulvio Cortese. Rassegna promossa da ANPI, Avl e Associazione 26 settembre, con il Patrocinio del Comune di Bassano del Grappa.

L’intervento di Fabiola Carletto, responsabile della Cgil di Bassano del Grappa:

“Prima di parlare della figura di Bruno Trentin, che presenterò a nome dell’ANPI di Bassano del Grappa e della CGIL, voglio ringraziare l’Associazione 26 Settembre, l’AVL di Bassano e, appunto l’ANPI, che, ormai da anni, promuovono questi incontri nella nostra Città Medaglia d’Oro alla Resistenza e custodiscono quei valori di cui Silvio e Bruno Trentin sono stati due straordinari interpreti. Ringrazio anche l’Amministrazione comunale di Bassano del Grappa.

Proprio dal padre Silvio, di cui vi parlerà il professor Fulvio Cortese, Bruno Trentin ha ereditato la sensibilità ai valori di libertà, democrazia ed eguaglianza che lo hanno accompagnato nella sua vita e nella sua esperienza di sindacalista. Seguendo ed accompagnando il padre, Bruno assiste a moltissimi incontri tra i protagonisti della Resistenza veneta ed è proprio a lui che il padre, nei primi mesi del1943, dona una prima bozza di una nuova Costituzione italiana repubblicana.

Altrettanto importante nella formazione di Bruno Trentin, la condivisione dell’esilio del padre, durante il quale prende contatto, oltre che con i valori della Resistenza, con altri temi importanti di cui si occuperà, come il federalismo.

Va ricordato, però, che a lasciare un’impronta indelebile nella crescita umana, politica e sindacale di Bruno Trentin sarà l’incontro con Giuseppe Di Vittorio, fondatore, con Achille Grandi ed Emilio Canevari, della CGIL unitaria. Nel 1949, Bruno Trentin entra nell’ufficio studi della CGIL, nel 1962 diventa Segretario della FIOM e dal 1988 al 1994 è Segretario generale della CGIL.

Questo bracciante pugliese insegna a Bruno Trentin e a tutti noi, che in questi valori ci riconosciamo, che la liberazione del lavoro passa attraverso il coraggio di alzare la testa di fronte ad ogni sopruso ed arbitrio.

Ecco allora che per Bruno Trentin, tra tutti i diritti, il più essenziale è il diritto al lavoro, perché attraverso il lavoro l’uomo realizza la propria dignità ed il proprio progetto di vita.

Bruno Trentin dedica quasi l’intera vita ai lavoratori subordinati, con l’obiettivo di intervenire per far sì che potessero determinare le loro condizioni di lavoro e l’organizzazione stessa del lavoro, a partire dall’esperienza di consigli di fabbrica e dei delegati. Proprio da qui nasce l’esperienza dei consigli di fabbrica del 1969/1970.

Voglio ribadire come quella dei consigli di fabbrica sia stata un’esperienza straordinaria, non solo sindacale, ma anche e soprattutto di democrazia: i lavoratori, attraverso i loro delegati, hanno potuto esercitare un ruolo ed un controllo sull’organizzazione del lavoro; attraverso i consigli, si sono conquistati diritti importanti, come la formazione per i lavoratori (esperienza 150 ore).

Questa visione lungimirante di Trentin permetteva al lavoratore di non essere solo una fonte di produzione per l’impresa, ma favoriva per lo stesso lavoratore e per l’intera società un processo di arricchimento personale ed economico, fondamentale per il Paese.

A questo punto, credo sia opportuno ricordare nel nostro territorio l’esperienza della Smalterie e mi chiedo come una Città come la nostra non sia in grado di ritrovare il materiale relativo a quell’azienda, un archivio, al di là dei convegni, sicuramente importanti. Esistevano materiali fotografici ecc..., sarebbe tutto materiale prezioso.

Per tornare a Trentin, fu quindi profondamente lungimirante, non solo nella concezione del rapporto tra lavoratori e consigli, ma anche nella volontà di rappresentare TUTTO il mondo del lavoro, dai lavoratori subordinati alle nuove

tipologie contrattuali. E fu lungimirante anche rispetto a fenomeni che oggi si stanno manifestando. In un articolo del 2005 su l’Unità, Bruno Trentin denunciava l’operato delle cooperative ed evidenziava come avessero perso il loro ruolo originario, non solo dal punto di vista etico e morale, ma anche dal punto di vista economico e dei diritti. Di fatto, le cooperative si caratterizzavano sempre più per un progressivo arretramento sul campo dei diritti, per un forte abbassamento del salario e per una precarietà che non le distingueva più da altre realtà. Ciò che sta avvenendo sempre più di frequente proprio in questi anni.

La figura di Trentin, dunque, è stata fondamentale per il movimento operaio, per la società, per la politica, perché ha voluto rappresentare le persone che ogni giorno vivono con le loro difficoltà quotidiane e che sono individui, ciascuno con la propria preziosa dignità. Ha voluto dar voce a quella che va ancora chiamata povertà, economica e nei diritti. Trentin rappresenta un sindacato che deve dare voce a tutte le figure che stanno emergendo nella società e soprattutto ai giovani.

Vorrei concludere con ciò che Bruno Trentin disse agli studenti del liceo classico di Roma: “ho fatto il

sindacalista per tutta una vita perché ho scoperto nella classe lavoratrice una straordinaria voglia di conoscenza e di libertà. Proprio in quei lavoratori che non avevano avuto la fortuna di ricevere un’educazione, di partecipare ad un’esperienza di studi, proprio lì ho trovato non solo il bisogno di un salario, ma soprattutto il desiderio di essere persone libere”.

 

Bassano del Grappa, 29 settembre 2017

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