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Pubblicato in Prima pagina, Fiom il 19 marzo 2018

FIM FIOM UILM: “I MALACALZA  CAMBINO IDEA!  OMBA NON DEVE CHIUDERE!”

 L’ Azienda di Torri di Quartesolo ha  tutti i numeri per proseguire la sua attività.

E’ quanto è stato sostenuto con forza ancora una volta dalle Organizzazioni sindacali FIM FIOM UILM supportate dai Rappresentanti della Regione Veneto e del Comune di Torri di Quartesolo durante il secondo incontro,  tenutosi lo scorso 12 marzo presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

Il Mise ha dichiarato che sussistono ad oggi diverse manifestazioni di interesse volte all’acquisizione di Omba, che potrebbero favorire un ripensamento da parte della Società rispetto alla decisione di procedere alla liquidazione e di conseguenza al licenziamento collettivo ; perché possano però trasformarsi in vere e proprie offerte vincolanti è necessario che la Proprietà, ovvero  la famiglia Malacalza, ritiri il licenziamento collettivo o in alternativa lo sospenda al fine specifico di guadagnare tempo prezioso per favorire e dare avvio a trattative concrete coi potenziali investitori.

I Malacalza devono assumere in prima persona la responsabilità di salvare l’Azienda.

Le OO.SS. condannano la latitanza ad oggi da parte dei Malacalza, mai stati finora presenti ai tavoli di questa delicata e sofferta vertenza e che anzi ostentano un atteggiamento di assoluto disinteresse e di irresponsabilità sociale!

Le OO.SS. hanno pertanto richiesto ai vertici aziendali presenti a Roma  di essere parte attiva e sollecitare la Proprietà per far si che Omba possa avere un futuro, e consentire agli acquirenti di presentare  le proposte.

Per far questo occorre mantenere la continuità produttiva e mettere in atto le seguenti azioni:

- sospendere i termini della procedura di licenziamento collettivo;

- modificare il concordato da liquidatorio a concordato in continuità;

- sollecitare e dare adeguate garanzie al Commissario giudiziale, dott. Alessandro Caldana, nonché al giudice preposto per una valutazione positiva sulla  sospensione della procedura.

I referenti dell’Azienda si sono finora trincerati dietro i cavilli e i vincoli di una procedura attivata su scelta precisa della Proprietà, arrivando perfino a proporre   la sospensione dal rapporto di lavoro senza stipendio  e ammortizzatori per i lavoratori onde evitare ulteriori costi per la procedura concorsuale (condividendo in questo una preoccupazione espressa dal  Commissario Caldana, più sensibile e attento  ai costi procedurali che non alle ricadute economiche, etiche  e sociali che la chiusura di Omba comporterebbe …)

Come a dire: la Proprietà decide di  chiudere perché interessata ad altri business; la Dirigenza e il Commissario non vogliono rischiare nulla e i lavoratori pagano tutto il costo di queste scelte!

Il MISE ha ribadito alla fine dell’incontro che sussistono gli elementi per addivenire alla conclusione di un accordo di sospensione del licenziamento, utile ad individuare una soluzione idonea a scongiurare la chiusura di Omba.

Il Ministero ha pertanto accolto le richieste delle OO.SS., della Regione Veneto e del Comune di Torri di Quartesolo, impegnandosi a seguire la vicenda, a valutare scrupolosamente le manifestazioni di interesse, e a ricontattare la Proprietà per un suo coinvolgimento diretto nella vertenza.

 I Malacalza devono assumersi la responsabilità di ogni decisione sulla sorte dell’Azienda e dei Lavoratori!

Venerdì 16 marzo si è svolto un ulteriore incontro presso la Regione Veneto tra le OO.SS e l’Azienda.

La discussione ha ripreso i temi già emersi al Ministero ma non ha ancora prodotto un esito, rinviando il tutto ad un successivo incontro già fissato per giovedi 22 marzo.

 

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