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Pubblicato in Prima pagina, Fiom il 20 aprile 2018

IL 25 APRILE NON E’ LA FESTA DELLA LIBERAZIONE. SECONDO LA METALPRES SRL DI CASTELGOMBERTO. FIOM-CGIL E ANPI “ VERGOGNOSO”.

Il giorno in cui l’Italia venne liberata dal regime nazi-fascista non è ritenuta festa nazionale per la proprietà dell’azienda metalmeccanica che si trova a Cornedo Vicentino.

 

IL 25 APRILE NON E’ LA FESTA DELLA LIBERAZIONE. SECONDO LA METALPRES SRL DI CASTEL- GOMBERTO.

FIOM-CGIL E ANPI “ VERGOGNOSO”.

Il giorno in cui l’Italia venne liberata dal regime nazi-fascista non è ritenuta festa nazionale per la proprietà dell’azienda metalmeccanica che si trova a Cornedo Vicentino.

In una nota diffusa dai vertici aziendali ai dipendenti, infatti, è scritto: “ La direzione informa che il giorno 25 aprile non verrà considerato come un giorno festivo ma verrà regolarmente svolta l’attività lavorativa. Si precisa che la chiusura per festività prevista il 25 verrà recupera- ta il giorno 30 aprile. Si precisa infatti che la società Metalpres srl rimarrà chiusa dal giorno 30 aprile al 1 maggio. L’attività lavorativa riprenderà regolarmente il giorno mercoledì 2 maggio”.

In parole povere il giorno che ormai da 70 anni viene celebrato come festa nazionale per il pro- prietario della Metalpres, Armando Donazzan, non è ritenuto tale. In barba al fatto che proprio il 25 aprile del 1945 furono proprio gli operai a Milano a scendere in piazza, in sciopero, per libe- rare la città. E che faceva parte del comitato di liberazione un certo Sandro Pertini, futuro Pre- sidente della Repubblica italiana.

Un fatto vergognoso che vorrebbe cancellare con una semplice frase la lotta, durata anni, da parte di tanti italiani che persero la vita per vedere la propria nazione libera dalla dittatura.

Si precisa che il contratto nazionale dei metalmeccanici prevede che proprio il 25 aprile i lavora- tori possano non recarsi al lavoro per festeggiare una tale ricorrenza e nessuno può obbligarli a presentarsi al posto di lavoro.

“ Troviamo inaudito, inaccettabile e inqualificabile un atteggiamento del genere da parte dell’a- zienda – commenta Marco Maraschin della Fiom-Cgil -, ritenere che il 25 aprile non sia festa na- zionale ed addirittura rimarcare che non la si ritiene tale significa cancellare la storia. Se oggi un’azienda fa parte del libero mercato è proprio perché nel 1945 l’Italia è stata liberata”. “ Ci aspettiamo – aggiunge – scuse ufficiali per questo comportamento che intende eliminare dalla memoria collettiva ciò che accadde anche nelle nostre zone e pure a Castelgomberto”.

“Non vanno sottovalutati questi fatti, creano un precedente grave che non possiamo accettare. Il 25 aprile non è derubricabile, è festa nazionale dello Stato italiano e manifesta nel giorno di riposo la pace, la libertà e il no a tutte le forme di autoritarismo. Si torni ad un tavolo a ragiona- le e si tolgano dalla discussione provocazioni.” - commenta Giuliano Ezzelini Storti Responsabile della CGIL di Valdagno.

“La provocazione della Direzione della Metalpres deve essere respinta perché tende a svaloriz- zare la festività civile e laica per eccellenza: quel 25 aprile anniversario della Liberazione dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista, ottenuta grazie alla guerra partigiana, insieme a quella alleata”, afferma Danilo Andriollo, presidente provinciale Anpi, che aggiunge:

“Dichiararlo giorno lavorativo significa impedire alle e ai dipendenti che lo desiderano di parte- cipare, qualora lo desiderino, alle tante manifestazioni che si tengono anche in vallata dell’A- gno.

Il frutto migliore della lotta di Liberazione è rappresentato dalla nostra Costituzione, la quale afferma che la Repubblica è “fondata sul lavoro” e riconosce i diritti, insieme ai doveri, delle donne e degli uomini che lavorano, e non consente ad alcun titolare di azienda di imporre unila- teralmente di lavorare in un giorno festivo.”

 

NELLE IMMAGINI: la prima pagina del giornale quotidiano "Vicenza Libera" organo del CLN vicentino e alcune terribili immagini fotografiche dei corpi delle vittime di Bassano del Grappa, rimasti impiccati per quattro giorni dopo l'eccidio del 26 settembre 1944 operato dai nazifascisti!

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