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Pubblicato in Prima pagina il 1 maggio 2018

PRIMO MAGGIO A VICENZA CON CGIL CISL UIL - ZANNI: "IMPEGNO PER UN LAVORO IN SALUTE E SICUREZZA" - PRESTO UN INCONTRO CON ZAIA

Intervento di Giampaolo Zanni, segretario generale della Cgil di Vicenza a Bolzano Vicentino all'iniziativa di Cgil Cisl e Uil realizzata per il Primo Maggio dai sindacati confederali vicentini:

"Nell’era dell’innovazione digitale siamo ancora costretti a dover parlare di sicurezza e di salute nei luoghi di lavoro e purtroppo addirittura di persone che lasciano il bene più prezioso che abbiamo sul pavimento di una fabbrica, sulla terra dei campi, sull'asfalto o sulla sabbia di un cantiere.

Questi primi quattro mesi dell'anno sono stati terrificanti, ci sono stati in Italia moltissimi infortuni e più di 160 morti sul lavoro.

I dati INAIL ci dicono che in Italia nei primi tre mesi dell'anno le denunce di infortuni mortali, compresi quelli in itinere, sono cresciute del 11,6% rispetto allo stesso periodo del 2017 (in cifra 212 contro 190).

Aumentano del 5,8% anche le denunce di malattie professionali, che passano dalle 15.247 dei primi tre mesi del 2017 alle 16.124 nello stesso periodo del 2018. E sottolineo che parliamo di infortuni mortali e malattie professionali risultanti da denunce ufficiali, ai quali dovremmo aggiungere tutti quelli e tutte quelle che ancora oggi, purtroppo, non vengono denunciati e denunciate, per paura di subirne le conseguenze.

Se questi dati dei primi mesi del 2018 ci impongono la necessità di cambiare rotta sul tema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, quelli del 2017 già segnalavano l'urgenza di una riflessione e di interventi sul tema. Nel 2017 infatti, sempre secondo dati nazionali INAIL, nonostante una leggera diminuzione delle denunce di infortuni rispetto al 2016, passate da 636.812 a 635.433, le denunce di infortuni mortali sono aumentate, passando da 1.018 a 1029.

Uno sguardo ai dati degli ultimi dieci anni ci dice che le denunce di infortuni mortali nel nostro paese sono state in continuo calo dal 2008 al 2016, tranne un balzo nel 2015, e poi in crescita nel 2017, un dato che evidenzia un fortissimo legame tra numero di infortuni e ore lavorate, con un calo degli stessi negli anni della crisi ed un aumento non appena l'economia da segnali di miglioramento.

Siamo di fronte ad un dramma che ci interroga dunque sul legame tra condizioni di lavoro e modello di sviluppo e innovazione, e che desta scandalo non solo per i suoi costi umani, famigliari e sociali, ma anche per quelli economici che gravano sullo Stato e sul welfare pubblico.

Nel Veneto le cose non sono andate meglio, anzi.

Dall'inizio dell'anno siamo a 19 morti sul lavoro, per la gran parte operai a tempo indeterminato, a fronte dei 49 totali caduti sempre nella nostra regione in tutto il 2017.

Per questo CGIL CISL UIL del Veneto hanno chiesto un urgente incontro al Presidente della regione, allo scopo di definire strategie e azioni congiunte, quali una più forte collaborazione tra gli SPISAL ed gli RLS, una verifica sullo stato di attuazione della formazione obbligatoria ai lavoratori sulla sicurezza e salute ed infine il rilancio dell'attività ispettiva con la collaborazione degli enti preposti alla vigilanza.

Su quest'ultimo aspetto relativo alla vigilanza ed ai controlli, non possiamo tacere di fronte al fatto, emerso recentemente anche da un'indagine giornalistica condotta dell'Espresso, che nel nostro paese a controllare circa 4.400.000 imprese ci sono circa 3.500 persone, di cui 2.800 ispettore delle ULSS, 300 funzionari del Ministero del Lavoro e  e 400 carabinieri. Si tratta di numeri che ben dimostrano come lo Stato investa sempre meno in controllo e prevenzione.

Tutto questo è anacronistico e la sicurezza è una responsabilità che deve interrogare tutti: sindacati, imprese e istituzioni.

Per noi la sicurezza sul lavoro è diventata una vera e propria emergenza nazionale; ed anche per questo il grande Concerto del primo maggio di CGIL CISL UIL, che si svolge oggi in Piazza San Giovanni a Roma, avrà come titolo “Sicurezza: il cuore del lavoro”.

Il nostro obiettivo, e lo diciamo oggi, giorno della Festa delle lavoratrici e dei lavoratori di tutto il mondo è e deve essere quello di creare lavoro per tutti, perché lavoro significa dignità, autonomia e possibilità di affermazione di sé, ma il lavoro deve essere anche sinonimo di sicurezza, di legalità e di rispetto dei diritti, perché il lavoro è per vivere, e non il contrario.

Questo è anche lo slogan gridato questo mattina a Prato, alla grande manifestazione nazionale unitaria di CGIL CISL UIL, dedicata quest'anno alla tragedia delle morti sul lavoro, preceduta da una visita dei tre Segretari Generali  e deposizione di una corona al monumento ai caduti sul lavoro nel cimitero Monumentale di Marcognano, a Torano, Carrara, dove verrà ricordata la tragedia avvenuta alla cava marmifera dei “Bettogli” il 19 luglio 1911, in cui morirono ben dieci lavoratori.

Nella lotta contro gli infortuni siamo tra due fuochi: da un lato il vecchio modo di lavorare, specie nei settori più colpiti, in cui si continua a morire esattamente come mezzo secolo fa; dall'altro, il nuovo che avanza, il futuro 4.0, portatore di nuovi fattori di rischio e malattie professionali, in parte ancora non indagati.

Il messaggio che come CGIL CISL UIL lanciamo da Vicenza, come nel resto del paese, è che non possiamo accettare che si possa ancora morire come nella cava di Carrara un secolo fa, o come alla Tyssen qualche anno fa o come è capitato anche nella nostra provincia in questi primi mesi del 2018, occorre che tutti facciano la propria parte per permettere ad ogni persona che lavora di rientrare alla sera a casa,  in salute ed in sicurezza; e nel contempo che occorre uno sforzo per garantire salute e sicurezza anche a quel nuovo universo dei lavori, quasi sempre poco sindacalizzato e senza quelle tutele che occorre estendere anche alle lavoratrici ed ai lavoratori di questo mondo.

Primo maggio, festa delle lavoratrici e dei lavoratori. Ripeto lavoratrici e lavoratori, per non dimenticare un’altra grave piaga contro la vita, mi riferisco alle molestie nei luoghi di lavoro, alle tante discriminazioni nel lavoro, ed anche alla tragedia dei “femminicidi”, consumata spesso tra le mura domestiche.

Primo maggio, festa del lavoro, che il nostro impegno e quello degli enti pubblici preposti permetta che sia veramente la festa di un lavoro sicuro e di lavoratrici e lavoratori vivi ed in salute.

Grazie, buona festa e buon impegno per un lavoro in salute e sicurezza!"

 

 

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