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Pubblicato in Prima pagina, Bassano del Grappa, Vicenza il 22 maggio 2018

LA LEGGE 194 HA COMPIUTO 40 ANNI: LE DONNE CGIL CISL E UIL DI VICENZA E BASSANO VIGILANO!

Iniziative sindacali in tutto il Veneto oggi in occasione del 40° anniversario del varo della L.194, legge per l’interruzione volontaria di gravidanza. Ma solo a Vicenza unitarie, ovvero organizzate al S. Bortolo e al S. Bassiano da Cgil Cisl Uil.

La L.194 aveva più scopi: consegnare nelle mani delle donne la libertà di scelta sulla maternità, abbattere la piaga dell’aborto clandestino, ma anche l’aborto come mezzo per il controllo delle nascite, incentivare la prevenzione, tenere sotto stretto controllo il fenomeno attraverso Rapporti annuali fatti dal Ministero della Sanità.

E proprio questi rapporti ci dicono che il ricorso all’aborto sia in costante calo a livello nazionale: se il picco si è raggiunto nel 1983 con 234.801 IVG, nel 2016 le interruzioni sono state 84.926, molto meno di metà! E anche a livello di Ulss 8 siamo passati da 468 IGV nel 2014 a 460 nel 2016 e 406 nel 2017. Questi interventi sono molto differenziati nel territorio, anche in base alla presenza di obiettori di coscienza.

Quest’ultimo è un problema importante per l’applicazione della legge: a livello nazionale gli obiettori sono il 70,9% dei medici, il 72,1% in Veneto, l’80% nell’Ulss 8.

I tempi di attesa nell’Ulss 8 si aggirano sugli 8/10 giorni, più bassi rispetto ai 14 medi osservati a livello nazionale nel 66% dei casi (per il resto, i tempi sono anche più lunghi).

La L.194 poggiava su un’altra Legge importante voluta dalle donne negli anno 70: la L.405 del 1975 sui Consultori, oggi dispersi nei Distretti e diminuiti nel numero.

Le iniziative di oggi hanno voluto difendere la L.194 dai mai sopiti attacchi. Chiedere il rilancio dei Consultori e della prevenzione, in particolare verso le ragazze e le donne straniere. Chiedere la presa in carico delle donne da parte delle strutture preposte, trovando rimedi all’eccesso di obiettori di coscienza. Aprire tavoli di confronto permanenti con la Regione Veneto e, per quanto ci riguarda, con le Ulss 7 (Pedemontana) e 8 (Berica).

Difendiamo insomma strenuamente questa legge di libertà e chiediamo la sua piena applicazione ma soprattutto che nessuna sia costretta a ricorrerci. L’informazione e la prevenzione, in questo senso, sono fondamentali.

 

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