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Pubblicato in Prima pagina il 8 novembre 2018

SABATO ANCHE LA CGIL DI VICENZA CON DONNA CHIAMA DONNA CONTRO IL DDL PILLON

Anche la CGIL di Vicenza aderisce sabato 10 novembre 2018 alla mobilitazione generale indetta dall’associazione nazionale Donne In Rete (DIRE) contro il DDL “Pillon” che è organizzata da Donna Chiama Donna. Un evento per contrastare la crescente negazione dei diritti e delle libertà. L’iniziativa si svolge in campo Marzio dalle ore 10 con un corteo che poi proseguirà in corso Palladio, piazza dei Signori, per giungere in piazza Matteotti.
L’iniziativa va sotto lo slogan/hashtag #noddlPillon #FermiamoPillon e prevede anche l’adesione ad una petizione on line https://chn.ge/2NUtcq6

Di seguito l'intervento di MARINA BERGAMIN (Dipartimento Politiche di genere, CGIL Vicenza):

 

NO AL DISEGNO DI LEGGE PILLON
il 10 novembre Cgil in piazza con Associazioni, Centri antiviolenza, movimenti

Anche a Vicenza, come in tutta Italia, sabato 10 novembre donne e uomini scendono in piazza contro il disegno di legge Pillon (senatore della Repubblica in quota Lega, uno degli animatori del Family Day, tra quelli che ha consigliato il comizio con il rosario a Salvini, mediatore famigliare).

Anche a Vicenza, come in tutta Italia, la Cgil aderisce convintamente alla manifestazione convocata in città dall’associazione Donna chiama Donna, condividendo i 5 no che la motivano:

No alla mediazione obbligatoria a pagamento,

no all'imposizione di tempi paritari e alla doppia domiciliazione e residenza dei minori,

no al mantenimento diretto, no al piano genitoriale e no all'introduzione del concetto di alienazione parentale.

Il ddl ha un’impronta autoritaria e maschilista, pretendendo di fissare norme di vita valide per tutti. 

Si mira, infatti, a ristabilire il controllo pubblico sui rapporti familiari e nelle relazioni attraverso interventi disciplinari, con una compressione inaccettabile dell’autonomia personale dei/delle singoli/e, cose che non fanno bene né agli ex coniugi, né ai bambini.

Chiude gli occhi sulla realtà, dove l’equilibrio di poteri e risorse tra donne e uomini è lungi dall’essere realizzato e dove, purtroppo, abusi e violenze familiari non si contano, come ci ricordano sempre i numeri dei femminicidi in Italia.

Da molto tempo i diritti delle donne sono sotto attacco.

Il disegno di legge Pillon è solo uno dei tentativi in corso, che va fermato.
In realtà, noi crediamo che sia l'intero impianto legislativo e culturale del Paese ad essere messo in discussione: dal diritto di famiglia alla L.194 sull'interruzione volontaria di gravidanza, dalle unioni civili ai diritti delle coppie omosessuali, fino allo stupefacente sostegno della natalità con scambi offensivi (terzo figlio e terre da coltivare al Sud!!).

Noi temiamo che, pezzo per pezzo, vengano smontate le conquiste civili, in particolare delle donne, raggiunte in decenni di lotte. Siamo pronte quindi a riscendere in piazza insieme ai movimenti delle donne, all'associazionismo democratico e alle tante realtà della società civile che credono ancora che la libertà delle donne sia il metro che misura la democrazia di un Paese.



 

Marina Bergamin

Dipartimento Politiche di genere
CGIL Vicenza
 
Vicenza, 8 novembre 2018

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