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Pubblicato in Prima pagina, Spi il 30 gennaio 2019

GIORNATA DELLA MEMORIA - LA CGIL A SCUOLA CON ROBERTO MATATIA E INCONTRO PUBBLICO CON CISL E UIL

Giornate intense quelle a Vicenza per lo scrittore Roberto Matatia, che ieri sera ha incontrato nell’aula magna dell’Istituto Montagna gli studenti del serale e stamane i ragazzi dell’Istituto tecnico per geometri e dell’Istituto professionale (circa 500 studenti in tutto), e oggi pomeriggio oltre 300 iscritti ai sindacati dei pensionati di Cgil Cisl e Uil di Vicenza e provincia al palazzo delle opere sociali.
Un passato da imprenditore a Faenza per Matatia (di origine ebraica), che dopo aver ricevuto da un anziano le lettere frutto di un rapporto di amicizia con una sua seconda cugina 16enne mai tornata dal campo di concentramento, ha deciso di scrivere “I vicini scomodi, storia di un ebreo di provincia di sua moglie e dei suoi tre figli negli anni del fascismo”. Un libro che offre uno spaccato più che realistico della vita da “paria” che dovettero passare le famiglie di religione e origine ebraica anche in Italia a causa delle leggi razziali fasciste. Esistenze molto spesso vissute nel terrore e spezzate nei campi di concentramento in Germania.

“E’ fondamentale che i ragazzi siano in grado di costruirsi una loro coscienza, lo devono fare - afferma Matatia - intendo anche una coscienza di vita civile e comunitaria. Soprattutto in questo periodo in cui non è più così scontato andare d’accordo con il nostro vicino di casa che a volte risulta diverso!”
“Più che un romanzo storico - spiega - è un racconto delle dinamiche che hanno investito una famiglia, la mia, nel momento in cui vennero rese note ed emanate le leggi razziali (80 anni fa, ndr). Furono le dinamiche che sconvolsero tutte le famiglie ebree che si trovavano in Italia!”
“Camelia, attraverso le lettere che abbiamo ritrovato - continua lo scrittore - era una 16enne resa suo malgrado molto matura dalle difficoltà e avversità della vita che viveva. Furono lettere scritte in un periodo in cui erano scappati (la famiglia di mia seconda cugina Camelia) da Forlì e si erano rifugiati nella campagna bolognese per ritrovare serenità e allontanarsi dai bombardamenti”.
E’ uno dei pochi casi nell’ambito delle tristissime e terribili vicende della Shoah in cui un’adolescente ha lasciato degli scritti: quello più famoso è il diario di Anna Frank. In questo caso i sentimenti della ragazza vengono fissati in alcune lettere. “Non si tratta solo della descrizione di sentimenti di delusione o paura, ma la consapevolezza che le cose stavano cambiando velocemente e che non avrebbe avuto più il diritto di avere prospettive per il futuro e di sognare!”

Una testimonianza voluta dai sindacati di Cgil Cisl e Uil di Vicenza per dare continuità al lavoro che viene portato avanti con le scuole tutti gli anni: questa volta con uno scrittore contemporaneo per dare il senso della continuità oltre la generazione che i campi di sterminio li ha vissuti.
“Come sindacato dei pensionati ci teniamo moltissimo ad incontrare li ragazzi nelle scuole - ha affermato Chiara Bonato, segretaria generale dello SPI di Vicenza - e crediamo che il passaggio della Memoria tra le generazioni sia fondamentale. Quest’anno non abbiamo invitato un testimone diretto della Shoha come nelle scorse edizioni, ma abbiamo chiesto al dottor Matatia di raccontare la sua ricerca sulle vicende della famiglia, per dare una continuità della Memoria”.
“E’ importantissimo che la memoria continui - prosegue Bonato - perché quello che sta succedendo in questi giorni, i porti chiusi e i ragazzini prelevati dalle scuole e portati chissà dove (vedi casi di Roma), ci richiama in modo pesante ad un passato che non pensavamo di dover rivivere!”

Massima “complicità” dal preside del Martini e del Montagna, prof Domenico Catterino, convintissimo dell’applicazione “attiva” della legge statale del 2000 dedicata proprio al Giorno della Memoria.
“Questa giornata è importante - ha affermato Catterino - non riguarda solo il passato, la storia, ma soprattutto il presente per affermare i valori della tolleranza e della sacralità e del rispetto per la persona, che sono alla base della vita!”


IL LIBRO “I VICINI SCOMODI”

È l'estate del 1938. Nissim è un ebreo greco, da pochi anni trasferitosi in Italia. Le sue capacità gli hanno permesso di raggiungere la tranquillità economica. L'apice del suo successo è una casa di mattoni rossi che sorge nella via più elegante di Riccione, di fronte alla spiaggia e, soprattutto, a pochi metri dalla villa dell'uomo più potente dell'epoca: il Duce. Una posizione ambita e invidiata da uomini di potere, fossero gerarchi o industriali. Mentre l'estate prosegue fra feste, ricevimenti, vita di spiaggia, l'atmosfera, per gli ebrei, comincia a farsi pesante. Una vicinanza così evidente di una famiglia di ebrei alla residenza di Mussolini è decisamente inopportuna. Così, sempre più insistenti iniziano le pressioni degli sgherri del regime sul povero Nissim affinché venda la villa. Nissim resiste disperatamente, finché le leggi razziali non cadono come una mannaia anche su di lui. Le minacce di violente ritorsioni costringono la famiglia a cedere per pochi soldi la famosa villa e a cercare di sopravvivere nella condizione di paria in cui la legislazione razziale li ha ridotti. La figlia Camelia ci ha lasciato una preziosa testimonianza di quegli anni: alcune lettere giunte fino a noi in modo fortunoso. L'innocenza dell'adolescenza è più forte della crudeltà del mondo adulto e, pur vivendo in un mondo sconvolto dall'odio e dalle violenze verso la sua "razza", Camelia ci racconta i suoi sogni e i suoi progetti, ma anche il suo tormento per la famiglia …



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